Nel cuore di Trastevere, all’interno del suggestivo scenario dell’Orto Botanico di Roma, alle pendici del Monte Gianicolo, sorge uno dei progetti più affascinanti e innovativi della viticoltura contemporanea: il Vigneto Italia. In una zona storicamente vocata alla coltivazione della vite, questo spazio racchiuso tra le mura del giardino si presenta come un autentico museo vivente, un unicum di biodiversità che racconta, in pochi metri quadrati, la straordinaria ricchezza del patrimonio vitivinicolo italiano.
Impiantato nel 2018 da Luca Maroni e Francesca Romana Maroni, in collaborazione con la Sapienza Università di Roma, l’Università degli Studi della Tuscia e i Vivai Cooperativi Rauscedo, il Vigneto Italia rappresenta il primo esperimento al mondo di coltivazione simultanea, in un unico lembo di terra di circa cinquecento metri quadrati, di ben 150 varietà di vitigni autoctoni provenienti da tutte le regioni italiane, isole comprese. A queste si aggiungono 20 varietà internazionali, creando una collezione unica per ampiezza e valore scientifico.
Domenica 26 aprile 2026, abbiamo partecipato all’Open Day del Vigneto Italia. L’evento, organizzato da Sens Eventi , si è svolto in occasione della Giornata Internazionale dei Vigneti Urbani, promossa dalla Urban Vineyard Association. Per l’occasione, l’Orto Botanico ha aperto le sue porte a cittadini, turisti e appassionati, offrendo la possibilità di osservare da vicino lo stato del vigneto – una vera e propria enciclopedia vivente della biodiversità – e di festeggiare i suoi primi otto anni di vita.
La giornata si è aperta con un incontro presso l’Aranciera, dove tecnici e volontari hanno illustrato le condizioni del vigneto. Nonostante la posizione particolare – all’interno di una grande città, in un’area relativamente umida e non ideale – il progetto gode di ottima salute. A confermarlo sono stati Fabio Attorre, direttore dell’Orto Botanico, da Luca Maroni, e da Rita Biasi, esperta di colture arboree.
Ci siamo poi spostati tra i filari del Vigneto italia per degustare la nuova annata del vino prodotto dalle Uve del Vigneto italia: il Somma Sapienza Bianco, prodotto con 79 varietà, e il Somma Sapienza Rosso, risultato del blend di 76 uve. Vini che hanno del miracoloso: “Già è difficile unire due o tre varietà di uva – ha sottolineato Luca Maroni – e unirne così tante pensavo fosse difficilissimo, ma sentire come queste tipologie si sono andate a congiungere è affascinante. Già dal profumo di questo vino si possono percepire le note di tutti questi differenti aromi e profumi”.
