Torna la Vendemmiata Romana al Vigneto Italia: giornata di festa all’Orto Botanico con il Somma Sapienza

di Angelo Costanzo

Domenica 13 settembre l’Orto Botanico  ospita la quinta edizione della Vendemmiata Romana. Al centro della giornata, la vendemmia del Vigneto Italia, il museo vivente che riunisce centocinquanta varietà di vitigni autoctoni provenienti da ogni regione. In programma anche degustazioni, laboratori, attività per bambini, yoga, artigianato, canti e balli tradizionali.

L’uva matura alle pendici del Gianicolo e, per un giorno, il gesto della raccolta torna collettivo. Domenica 13 settembre 2026, dalle 9 alle 18.30, Vendemmiata Romana porta nell’Orto Botanico di Roma il ritmo di un’antica festa contadina, trasformando i viali del giardino trasteverino in uno spazio dedicato alla vite, al vino e alle tradizioni legate alla fine dell’estate.

Giunta alla quinta edizione, la manifestazione organizzata da Sens Eventi intreccia divulgazione, sapori e intrattenimento. Il programma comprende laboratori per adulti e bambini, lezioni di yoga, visite tra le fioriture autunnali e gli alberi secolari, degustazioni, incontri, musica e danze popolari. Il momento centrale arriverà alle 12, quando il pubblico potrà prendere parte alla raccolta delle uve del Vigneto Italia, affiancato da viticoltori esperti.

La vendemmia nel cuore di Roma

Raccogliere grappoli a pochi passi dalle Mura Aureliane significa riscoprire una vocazione del territorio oggi quasi nascosta. Le pendici del Gianicolo sono state a lungo legate alla coltivazione della vite e il Vigneto Italia riporta questa storia dentro la città contemporanea.

Impiantato nel 2018 da Luca e Francesca Romana Maroni insieme alla Sapienza Università di Roma, all’Università della Tuscia e ai Vivai Cooperativi Rauscedo, il vigneto occupa circa cinquecento metri quadrati dell’Orto Botanico. Al suo interno crescono 150 varietà di vitigni autoctoni, provenienti da tutte le regioni italiane, alle quali si aggiungono venti varietà internazionali.

Le barbatelle, due per ciascun vitigno, sono allevate ad alberello e sottoposte alle medesime condizioni di sole, vento e acqua. Ne nasce un museo vivente della biodiversità, ma anche un osservatorio scientifico dal quale studiare la capacità di adattamento e la resilienza della vite in un contesto urbano.

Dalle uve al Somma Sapienza

La vendemmia del 13 settembre non si esaurirà nel rito della raccolta. Le uve verranno affidate all’azienda vinicola Federici e daranno vita all’annata 2026 del Somma Sapienza, prodotto sia in bianco sia in rosso e ottenuto riunendo le numerose varietà coltivate nel giardino.

Il primo esperimento di microvinificazione risale alla vendemmia del 2022, quando furono raccolti circa duecento chili di uva. Il bianco nacque dal blend di 79 varietà, il rosso da quello di 76. Quantità limitate e un insieme tanto ampio di vitigni rendono il progetto una prova enologica complessa, nella quale ogni fase deve proteggere profumi e caratteristiche delle uve.

Durante la giornata, Luca Maroni guiderà le degustazioni dedicate alle aromaticità del Somma Sapienza. Il vino sarà anche al centro dell’incontro Calici di storia: il vino tra cura, cultura e piacere, un percorso dal Medioevo alla moderna cultura enologica. Ai sapori della tradizione saranno riservati gli appuntamenti con le ciambelline al vino e con il pandolce artigianale preparato con uvetta di Malvasia.

Laboratori, giochi e una caccia al chicco

Una parte consistente del programma guarda alle famiglie. I bambini potranno imparare a riconoscere la vite e i suoi impieghi attraverso attività sensoriali, realizzare piccole bombe da bagno utilizzando l’olio di vinaccioli e avvicinarsi allo yoga con una lezione pensata per la loro età.

Sono previste anche letture d’autunno all’aperto e un laboratorio interattivo dedicato alla vita dell’alveare. Genitori e figli potranno inoltre partecipare insieme alla Caccia al Chicco, un percorso tra indizi, prove e piccole sfide disseminate nel giardino.

Per gli adulti, accanto alle degustazioni e agli incontri sul vino, sono in programma lezioni di yoga e laboratori legati alla vite e alla trasformazione dei suoi frutti. Le visite guidate permetteranno invece di osservare il volto dell’Orto Botanico nel passaggio dall’estate all’autunno.

Dalla tradizione all’economia circolare

Tra i viali tornerà anche la mostra mercato dedicata ad artigianato, tessuti e prodotti naturali. L’edizione 2026 riserva uno spazio particolare alla cosmesi derivata dal vino e al riuso degli scarti della vinificazione.

Fragranze per il corpo e per l’ambiente al mosto d’uva, creme per il viso e sieri realizzati con il Montepulciano d’Abruzzo mostreranno come vinaccioli e residui della lavorazione possano rientrare nel ciclo produttivo. È il versante più contemporaneo della manifestazione: la cultura rurale incontra la sostenibilità e l’economia circolare, senza perdere il legame con le materie prime.

A tenere insieme le diverse anime di Vendemmiata Romana saranno musiche, canti, stornelli e danze tradizionali. La festa riporta così nel centro di Roma un rito nato nei campi e invita il pubblico non soltanto ad assistere, ma a entrare nel ciclo della vite: dal grappolo raccolto con le proprie mani al vino che ne conserverà profumi e memoria.

Informazioni

Vendemmiata Romana 2026 si svolge domenica 13 settembre, dalle 9 alle 18.30, al Museo Orto Botanico di Roma, in Largo Cristina di Svezia 23A. Il biglietto costa 12 euro; l’ingresso è gratuito per i bambini fino a 8 anni. Tutte le attività sono comprese nel biglietto, ma i posti sono limitati e la prenotazione deve essere effettuata sul posto. Gli animali non sono ammessi.

Programma e aggiornamenti: www.senseventi.com/vendemmiata-romana

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